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Linea 02

Ordinamento, riordino e catalogazione.

Intervento archivistico condotto da personale strutturato, nel rispetto del vincolo e del principio di provenienza. L’esito è uno strumento di corredo pubblicabile, non un elenco di scatole.

Destinatari

Biblioteche, teatri, musei, fondazioni, archivi storici comunali, archivi diocesani e capitolari, archivi d’impresa e di famiglia.

In sintesi

01Che cosa facciamo
Ricognizione, schedatura e ordinamento nel rispetto del vincolo archivistico, fino alla redazione dell’inventario pubblicabile.
02Per chi
Biblioteche, musei, teatri, fondazioni, archivi storici comunali, diocesani e d’impresa.
03Che cosa resta all’istituto
Uno strumento di corredo conforme agli standard nazionali, in formati aperti ed esportabili: nessun vincolo al nostro sistema.

Impostazione metodologica

L’intervento muove dal principio di provenienza e dal rispetto dell’ordine originario. Ove l’ordinamento originario sia irrimediabilmente perduto, la ricostruzione è dichiarata e motivata nell’introduzione allo strumento di corredo, con indicazione dei criteri adottati e delle fonti utilizzate per la ricostruzione delle serie.

La schedatura è condotta a livello di unità archivistica, con approfondimento a livello di documento sulle serie di particolare rilevanza individuate d’intesa con l’istituto conservatore.

Fasi dell’intervento

  1. 01Ricognizione

    Rilevazione della consistenza in metri lineari, verifica delle condizioni di conservazione e dei parametri ambientali dei locali, individuazione dei nuclei documentari e delle stratificazioni di precedenti ordinamenti.

  2. 02Schedatura

    Descrizione analitica delle unità con rilevazione di estremi cronologici, contenuto, segnature originarie e successive, consistenza, stato di conservazione e note archivistiche.

  3. 03Ordinamento

    Ricostituzione delle serie e delle sottoserie, definizione della struttura gerarchica del fondo, collocazione delle unità e apposizione delle segnature definitive.

  4. 04Selezione e scarto

    Formulazione della proposta di scarto secondo i massimari vigenti, corredata dell’elenco analitico e trasmessa alla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per l’autorizzazione. Nessuna eliminazione precede il provvedimento autorizzativo.

  5. 05Redazione dell’inventario

    Stesura dell’introduzione storico-istituzionale, della nota archivistica sui criteri di ordinamento e dell’inventario analitico, con indici dei nomi, dei luoghi e delle materie.

  6. 06Condizionamento

    Ricondizionamento in materiali conformi agli standard di conservazione, con etichettatura riportante la segnatura definitiva e la struttura di riferimento.

Standard descrittivi adottati

La scelta dello standard è concordata con l’istituto conservatore e dichiarata nello strumento di corredo. La descrizione è prodotta in forma esportabile, così da non vincolare l’istituto al sistema informativo dell’affidatario.

ISAD(G)
Descrizione archivistica su più livelli, dal fondo all’unità documentaria, secondo lo standard generale internazionale.
ISAAR(CPF)
Trattazione dei soggetti produttori in record d’autorità distinti dalla descrizione del materiale, con relazioni fra soggetti e complessi documentari.
Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche
Produzione dei dati in formato conferibile al sistema, ove l’istituto conservatore ne faccia richiesta.
Standard catalografici dell’Istituto centrale per il catalogo
Applicati al materiale bibliografico e ai beni di natura non archivistica presenti nel fondo.

Fondi sottoposti a tutela

Il trattamento di fondi dichiarati di interesse storico particolarmente importante richiede interlocuzione preventiva e continuativa con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica competente per territorio. Tale interlocuzione è parte ordinaria del metodo di lavoro e non un adempimento successivo.

La documentazione dell’intervento — relazione preliminare, criteri di ordinamento, proposta di scarto, inventario — è predisposta in forma idonea alla trasmissione all’organo di tutela.

Presidi

  • Personale archivistico strutturato, non reperito per singola commessa.
  • Rispetto del Codice dei beni culturali e del paesaggio, decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
  • Nessuna eliminazione di documentazione in assenza di provvedimento autorizzativo.
  • Descrizione prodotta in formati aperti ed esportabili: l’istituto conserva la disponibilità piena dei dati descrittivi.
  • Sistemi di gestione certificati ISO 9001 e ISO/IEC 27001.

Rapporto con la digitalizzazione

L’ordinamento precede la digitalizzazione. Digitalizzare un fondo disordinato produce una massa di immagini prive di ancoraggio descrittivo, che l’istituto si troverà a dover ricondurre a ordine in un secondo momento e a costi superiori.

Ove l’intervento comprenda anche la riproduzione digitale, le immagini sono collegate alla descrizione a livello di unità, così che l’inventario resti lo strumento di accesso e le immagini ne costituiscano il corredo.

Valutazione preliminare del fondo

Una stima attendibile di durata e di costo richiede la visione diretta del materiale. La ricognizione preliminare si conclude con una relazione sulla consistenza, sullo stato di conservazione e sulle criticità rilevate.

Concordare una ricognizione